Strutture organizzative

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Sommario: La struttura semplice o elementare - La struttura funzionale - La struttura per progetti - La struttura a matrice - La struttura divisionale - La adhocrazia.

Parafrasando Mintzberg (Henry Mintzberg, 1983), possiamo chiederci: che cosa può essere più importante per un'efficace funzionamento delle aziende di una corretta progettazione della loro organizzazione?

L'oggetto dell'organizzazione è il lavoro.

Le decisioni di organizzazione determinano le condizioni di effettivo svolgimento del lavoro in impresa, in quanto hanno per contenuto essenziale:
- la divisione del lavoro tra i diversi soggetti;
- i meccanismi di coordinamento idonei a ricondurre il lavoro frazionato in un quadro unitario coerente con i fini dell'impresa;
- l'autonomia decisionale di cui ciascun soggetto può disporre;
- i flussi di informazione e di decisione;
- i sistemi che regolano il rapporto tra contributo dato ed incentivi ricevuti da ogni soggetto.

Queste decisioni contribuiscono a costituire l'assetto organizzativo aziendale che è definito dal diverso configurarsi delle variabili organizzative: cioè dalla struttura organizzativa (che fissa i criteri adottati di distribuzione dei compiti e dell'autorità gerarchica) e dei sistemi operativi (che governano i processi di pianificazione, controllo, selezione del personale, remunerazione, ecc.).

Per struttura organizzativa s'intende l'insieme degli elementi di base, e relativamente stabili, del sistema dei ruoli su cui si articola il sistema organizzativo.

La struttura organizzativa si manifesta - in primo luogo - nella costituzione di organi.

Per organo (o unità amministrativa) s'intende un sottosistema di ruoli cui è attribuito un insieme di ruoli.

Queste note espongono, in estrema sintesi, sei configurazioni di base della struttura organizzativa.

1) La struttura semplice o elementare

2) La struttura funzionale

3) La struttura struttura funzionale modificata:

La struttura per progetti

4) La struttura a matrice

5) La struttura divisionale

6) La adhocrazia.

La struttura semplice

Sono soprattutto le imprese nate da poco, di piccole dimensioni e di tipo imprenditoriale ad assumere, questo tipo di assetto, che ha nella flessibilità e nella capacità di adattamento anche ad ambienti fortemente ostili, i suoi punti di forza.

Si caratterizza dai seguenti aspetti: un vertice strategico (direzione) avente a capo una persona o un ristretto numero di persone adatto ad interagire con un ambiente semplice; dipendenza diretta di tutti gli organi operativi dalla direzione e quindi presenza di un solo livello gerarchico.

Rappresenta l'espressione tipica dell'imprenditorialità tradizionale.

La struttura funzionale

In strutture di questo tipo si hanno organi direttivi specializzati per funzione. Il termine funzione indica gruppi di processi della medesima specie economico-tecnica, quali gli acquisti, la produzione, la commercializzazione, la gestione finanziaria, ecc.

Si caratterizza dai seguenti aspetti:
i capi delle direzioni funzionali detengono un potere organizzativo non indifferente per l'ampiezza dei ruoli tecnico-direttivi occupati;
formalizzazione della struttura per far fronte alla complessità di articolazione e per risolvere i nodi di competenza fra le diverse unità organizzative; dipendenza gerarchica.

La struttura per progetti

La struttura per progetti deriva il suo nome dalla presenza di organi specializzati per progetti (project managers), intendendosi per progetto un insieme di attività di progettazione e/o produzione di unità o lotti specifici di un dato prodotto, che per la loro complessità e rilevanza, richiedono l'impiego di operatori con diversa qualificazione inseriti abitualmente nell'ambito di vari organi permanenti in una logica funzionale.

Si caratterizza dal fatto che gli organi di progetto sono composti da operatori tratti dalle unità funzionali, che continuano ad operare regolarmente su tutti i processi produttivi correnti dell'impresa.

Si ha quindi una duplice dipendenza dei membri degli organi di progetto, dalla struttura di progetto per quanto riguarda lo svolgimento di esso, e dall'organo tecnico permanente.

La struttura a matrice

La struttura a matrice è così definita dalla rappresentazione grafica che se ne può fornire ponendo da un lato le linee funzionali e dall'altro quelle di prodotto/progetto.

La struttura a matrice ha gli stessi criteri ispiratori di quella a progetto, ma se ne discosta per una caratteristica importante:
gli organi specializzati non gestiscono processi produttivi correnti (come nella struttura per progetti) bensì rappresentano soltanto delle aggregazioni professionali di specialisti, i quali sono permanentemente assegnati ai diversi progetti in corso.

La flessibilità della struttura a matrice è notevole, e rappresenta la risposta organizzativa a condizioni di estremo dinamismo nei mercati.

La struttura divisionale

Queste strutture sono caratterizzate da organi di primo livello specializzati per "divisioni" e cioè per combinazioni produttive particolari identificate da un gruppo di prodotti o da un mercato, accanto ai quali si hanno unità centrali di staff, per processi produttivi comuni alle divisioni o per funzioni di coordinamento.

La adhocrazia

Mentre la struttura semplice è quasi una non organizzazione, la adhocrazia è l'organizzazione più complessa e nel contempo non è molto strutturata.

La parola chiave per quanto riguarda questa particolare configurazione, è: innovazione.

E' l'innovazione, infatti, soprattutto quella più radicale e sofisticata a richiedere la cooperazione di esperti dotati di competenze diverse, dalle cui sinergie può nascere una risposta nuova ad un bisogno espresso dalla clientela.

L'innovazione si sviluppa in contesti dove la formalizzazione è molto limitata, dove la preparazione e l'aggiornamento professionale degli operatori hanno un'importanza cruciale, dove si ha la possibilità di seguire regole non predefinite.

Questi bisogni possono essere soddisfatti da una configurazione ad hoc (Mintzberg).

L'espressione latina ad hoc è traducibile "per uno scopo preciso", le organizzazioni adhocratiche vengono create per descrivere organizzazioni flessibili, in grado di modificare le proprie strutture in base alle esigenze dell'ambiente che cambia.

La configurazione è caratterizzata da un notevole decentramento che arriva a coinvolgere anche il processo di formulazione delle strategie, il quale ha un tipico andamento dal basso (a contatto con i problemi posti dal progetto e dal cliente) verso l'alto, verso la direzione.

La elevata complessità del business dei servizi professionali fa sì ché venga spesso adottata, da tali strutture la sopraddetta forma organizzativa.
Il tipo di attività espletata richiede che i compiti per ideare ed erogare tali servizi si basino su un'alta variabilità e uno scarso uso di schemi analitici consolidati.

Poche organizzazioni sono adhocrazie pure, ma alcune di esse, relativamente piccole e con funzioni creative (si pensi ad una agenzia di pubblicità), si possono definire tali.

Autovalutazione

Confrontate la vostra struttura organizzativa con quelle su indicate, tenendo presente che le strutture organizzative reali, pur facendo riferimento alle strutture sopra accennate, tendono difficilmente a replicare esattamente i sopradetti modelli.

Nei casi specifici si riscontrano varie modalità di adattamento dei modelli classici di riferimento.
Catania, 31 Agosto 2000 - Francisco Crisci

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