Social web

Ritratto di Francesco

social web Social web ... Just add people!

Il Web è diventato sempre di piu' un posto sociale. Persone di tutte le eta' sono sul web per parlare con amici, familiari, colleghi, con persone che non hanno mai visto o contattato prima. Si parla sempre piu' spesso di social web.

La sete di creare nuove connessioni, il bisogno di comunicare e' insaziabile e questo spiega la nascita di centinaia di comunita' di ogni tipo ogni giorno.

Molte persone hanno sentito parlare di Facebook, MySpace, Twitter, LinkedIn, Xing, Ning, ecc.
Per la verita', molte, moltissime persone hanno un profilo su uno o piu' social network.
Il termine social media e' entrato a far parte della nostra vita, in meglio o in peggio!

Facebook sembrerebbe che abbia piu' di 200 milioni di utenti registrati.

Moltissime dispute si sono accese per definire cosa sia esattamente il web 2.0.

In queste note parlero' semplicemente di sistemi che supportano le interazioni umane.

Mi piace usare i termini social software e community per indicare che ci sono persone dietro routers e server.

La parte piu' dura di un social software viene prima che sia scritta una sola riga di codice.

Capire il comportamento umano e creare qualcosa che interessi veramente le persone e' veramente difficile.

Vedo molte iniziative tecnicamente valide, abbandonate dai lettori, magari dopo uno start-up bruciante.

Il web e' pieno di relitti abbandonati vaganti (cyber ghost towns).
Dopo un primo impatto entusiasmante con i nuovi software-gadget, molte persone si stancano. Non trovano quello che cercano.

Questa decantata interazione non la si trova, questo discorso della Intelligenza collettiva, sembra spesso non funzionare.

Questa ricchezza disponibile per tutti, che nasce dalla sommatoria delle interazioni, non la si riesce a creare. Troppe volte si assiste alla creazione della stupidita' collettiva.

Costruire un'architettura di partecipazione, che incoraggi i lettori ad arricchire il sito per arricchire se stessi e attraverso questo, creare un network che crei utilita' per tutti i partecipanti: questo e' il tipo di applicazione che vorrei implementare e avviare.

Ma una comunita' online non la si puo' creare dal nulla e allora cosa si puo' fare, visto che sembrano funzionare solo comunita' istituzionali o comunita' di ex-allievi che hanno magari frequentato un corso di tutor online.

E allora che fare?
Oggi esiste uno strumento, quale e' il cms (sistema di gestione dei contenuti) usato (drupal) dove vi sono dei contenuti che possono essere fruiti ed hanno un'utilita' anche quando l'utente usa la piattaforma software in solitario, senza nessuna attivita' collaborativa.

I contenuti dovrebbero servire a indurre il lettore a ritornare sul sito, dove si spera, iniziera' a diventare parte di una nascente comunita' online di apprendimento fra pari, spinto a cio' da un suo tornaconto.

Chissa' magari capira' che il suo contributo sommato a quello di altri puo' veramente creare un quid pluris, non disponibile al singolo.

La formazione e l'apprendimento sono soprattutto processi di relazione tra persone che scambiano le loro conoscenze aumentando la dimensione delle conoscenze individuali.

La comunita' online, il social network , viene visto quindi come effetto collaterale dell'interazione degli utenti con altri utenti. Verra' creato questo effetto collaterale ??

Per chi progetta una community online scegliere la giusta tecnologia e' solo una parte della questione.

Non e' sufficiente proporre un software che semplicemente funzioni, si tratta di creare uno spazio online destinato a ospitare comportamenti umani e interazioni.

Le relazioni sociali non possono essere progettate in sé (riuscirebbe difficile progettare le esperienze), ma possono essere favorite tramite la progettazione delle condizioni necessarie alla loro formazione e sviluppo.

I compiti di un progettista di un sito di social web o meglio di un social network si possono cosi' sintetizzare:

  • sviluppare un modello concettuale dello spazio comunitario (concept della comunita');
  • scegliere un software con una buona usabilita';
  • dare un supporto allo sviluppo sociale (socialita') della nascente comunita'.

E' quello sopra descritto il processo progettuale, naturalmente aperto ai contributi dei lettori, che seguiro'.

Arrivare a riconoscere gli altri come eventuali partner per dare forma a una comunità online e' un processo lungo e faticoso.

Le persone possono riconoscersi l’un l’altra in base alla propria esperienza e al fatto che c’è un interesse reciproco per l’esperienza dell’altro (“Io sono interessato alla tua esperienza”).

Il focus delle comunità risiede nel saper riconoscere l’altro. Tutto il resto e' contorno, o meglio, qualcosa che puo' agevolare, favorire, l'emergere di un qualcosa che deve essere preesistente nell'individuo.

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Ti segnalo un interessante articolo La progettazione partecipat(iv)a della informatica sociale sul sito progettazionepartecipata.com.

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